Didone guarda disperata quella nave che si sta allontanando dalla baia di Cartagine: la nave di Enea, del Suo Enea, l'uomo che ama. Stava per partire di nascosto, per un orrendo capriccio degli dei che vogliono condurlo in una nuova terra, dove un trono lo attende. Ma un uomo non e' in grado di ingannare una donna innamorata: lei lo aveva scoperto. Lo aveva supplicato di restare, per lei, per il loro amore, per quel figlio che non avevano mai avuto, come poteva farlo? Come poteva abbandonarla? Ma lui era stato duro, avrebbe preferito fondare di nuovo Troia, aveva dichiarato che lei si era illusa, che non erano legati. E le sue parole le avevano spezzato il cuore. Ora lo vede andar via, la sta abbandonando. Lei non ci sta, ha una spada in mano, quella di Enea. Vuole morire, non riesce a vivere senza di lui. Fa per librare il colpo, ma poi...si ferma, abbassa l'arma. Si rende improvvisamente conto di un dettaglio che fino a quel momento aveva trascurato. Forse Enea non ha parlato in quel modo per pura cattiveria, anzi...l'ha fatto per lei, per il suo bene. Nel cuore di lui vive una donna meravigliosa che ama profondamente, ma non si tratta di lei. Lui le vuole bene, e vorrebbe che quelle dolci e belle parole che lei gli ha detto fino a ieri fossero dedicate a qualcun altro, qualcuno di speciale, ancor piu' di Enea stesso, che meriti quelle parole e che sappia donarle tutto l' amore che lei merita a sua volta. Questo ha cercato di farle capire, adesso lo sa. Per la prima volta dopo giorni sorride guardando all'orizzonte. Ora ha la forza necessaria per andare avanti, grazie a lui. Ora vuole essere davvero felice e trovare il vero amore. Ora Didone puo' incamminarsi verso il suo lieto fine.

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